Cerca

Caricamento in corso...

sabato 23 febbraio 2013

Laboratorio di Scrittura Creativa






________________

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA
presso
Caffè letterario Libri & Caffè
(Teatro Mercadante, piazza Municipio 1 – Napoli)

Corsi:
I LIVELLO dal 9 marzo 2013
II LIVELLO dal 18 maggio 2013

Per iscrizioni e informazioni:

Iscriviti alla newsletter!
www.angelopetrella.it/ita/newsletter.asp

Questo messaggio di posta elettronica contiene informazioni di carattere confidenziale rivolte esclusivamente al destinatario sopra indicato. E' vietato l'uso, la diffusione, distribuzione o riproduzione da parte di ogni altra persona. Nel caso aveste ricevuto questo messaggio di posta elettronica per errore, siete pregati di segnalarlo immediatamente al mittente e distruggere quanto ricevuto (compresi i file allegati) senza farne copia. Qualsivoglia utilizzo non autorizzato del contenuto di questo messaggio costituisce violazione dell'obbligo di non prendere cognizione della corrispondenza tra altri soggetti, salvo piu grave illecito, ed espone il responsabile alle relative conseguenze.


Confidentially notice. This e-mail transmission may contain legally privileged and/or confidential information. Please do not read it if you are not the intended recipient. Any use, distribution, reproduction or disclosure by any other person is strictly prohibited. If you have received this e-mail in error, please notify the sender and destroy the original transmission and its attachments without reading or saving it in any manner.




domenica 17 febbraio 2013

Poesia dell'asteroide 2.0




Sembrava dover cadere
questo diciassette febbraio duemilatredici
l’asteroide sulla terra
e
distruggere i centri abitati
e
i parchi pubblici
e
perfino le discariche abusive
qui vicino casa (quelle
a Mugnano,
nelle ex pompe di benzina all’angolo
con la rotonda del Titanic, sulla
destra).

Invece in tv la puntata di Sanremo è finita
e sulle altre reti tutti commentano sul talento e la fatica
dell’onestà
e della scorciatoia
della furbizia
(ma
la mia coscienza politica l’ho
seppellita da tempo sotto
la cartella esattoriale di
Equitalia).

Speravo che ci colpisse proprio
oggi
e ritornasse finalmente
l’era dei rettili - a mangiare
il prato e affondare le
zampe enormi nella terra -
così
da non dover fare la fila
allo sportello dei prodotti postali
con gli spiccioli contati nella tasca.

Ma gli scienziati dicono che
l’asteroide ha deviato di nuovo
la traiettoria per una manciata di
milioni di chilometri
e di euro e di voti, che
fanno invidia a un film di
Sergio Leone.

Così, qui
dove
il magnetismo pazzo
nega il nord alle bussole,
dove
ognuno è predone del suo
stesso deserto,
non ci estingueremo come i dinosauri.

Qui, l’unica glaciazione
è quella dei termosifoni spenti
e del frigo pieno di gelati Motta.

Qui il brutto è che pure se
qui è tutto brutto, pure se
qui tutto è come
in un brutto episodio di E.R.

fuori di qui
ci aspetta
solo
la preistoria.

lunedì 11 febbraio 2013

Laboratorio di Fiction


Hai una storia da raccontare?
Vuoi impadronirti delle tecniche?
E chi ha detto che scrittori si nasce...?
 
LABORATORIO DI FICTION
di Angelo Petrella

presso il caffè letterario
 Libri & Caffè - Teatro Mercadante di Napoli
Visita la pagina ufficiale

I corsi di scrittura creativa nascono generalmente con l'intento di offrire una serie di suggerimenti per sviluppare la creatività, stimolare l'ispirazione o affinare l'immaginazione: tutte cose che rappresentano la premessa necessaria, ma non sufficiente alla creazione di un buon testo narrativo.
In realtà, la scrittura è un lavoro artigianale che possiede regole ben precise. Il Laboratorio di Fiction nasce con l'idea di offrire all'aspirante scrittore i "ferri del mestiere" che gli consentano di generare un'idea e sviluppare una storia, di strutturare in maniera efficace una trama, di fornirle un'ambientazione adeguata e di costruire personaggi credibili. Senza dimenticarsi di lavorare sullo stile, sui dialoghi e sul punto di vista che lo scrittore in erba ambisce a padroneggiare.
  
Corso di I LIVELLO
I ferri del mestiere: la costruzione del racconto
Dieci incontri ogni sabato a partire dal 9 marzo 2013 ore 15.00 - 17.00
Costo: € 200
Durante il laboratorio di I livello i partecipanti prenderanno confidenza con i tre momenti fondamentali della scrittura narrativa – la strutturazione, la stesura e la revisione – alternandoli a un confronto vivo con i testi, propri e altrui, che verranno elaborati e discussi sotto la guida del tutor.
Programma: • L'esigenza narrativa: dall'ossessione all'idea centrale • La regola del gioco: mostrare senza nominare • Ogni storia nasce sempre da un conflitto... • Creazione, carattere e funzione dei personaggi • Il desiderio e l'obiettivo come motori della storia • "Fare la scaletta": le regole per strutturare coerentemente la trama • Lezioni di stile – il ritmo, i dialoghi, il linguaggio • Il punto di vista e i modi della narrazione • L'importanza dei cinque sensi... più uno.
 
Corso di II LIVELLO
Scrivere (è) riscrivere: dall'idea al romanzo
Dieci incontri ogni sabato a partire dal 18 maggio 2013 ore 15.00 – 17.00
Costo: € 200
Durante il laboratorio di II livello i partecipanti, forti degli strumenti acquisiti, approfondiranno la creazione dei propri personaggi studiandone la loro evoluzione nell'ambito della trama. Particolare rilievo verrà dato al momento della revisione del testo, all'uso dei generi letterari e alla possibilità di adattare le tecniche apprese durante il laboratorio ai diversi modi di scrittura (racconto, cinema, teatro). Ad alcune lezioni parteciperanno inoltre scrittori già affermati nel panorama nazionale, che racconteranno ai partecipanti la propria esperienza, offrendo suggerimenti e spunti letterari.
Programma: • La scena, il beat e la lunghezza • L'ambientazione – L'evocazione – Il simbolismo • I punti di svolta della narrazione: la trasformazione del personaggio • Scandire la narrazione, tra tempo interno e tempo esterno • Giallo, thriller, noir – i generi narrativi • Il dialogo serve a... parlare d'altro • "Com'è duro riscrivere" ovvero l'editing del testo • Scrivere per il teatro, il cinema e la televisione • "Finalmente il mio romanzo è pronto!": editoria, agenzie e mercato letterario.
 

Per l'iscrizione a entrambi i livelli, 
costo complessivo scontato di € 360.
Il termine ultimo per iscriversi è il 28 febbraio 2013.



Per qualsiasi informazione o segnalazione scrivi a lab@angelopetrella.it 
www.angelopetrella.it

sabato 26 gennaio 2013

Ballata del Picoglass




C’ho
una playstation 2 senza modifica
con i giochi di calcio, e GTA e pure un quiz scemo
dove fanno le domande in inglese.

C’ho
un tappeto grigio e nero comprato da
Leroy Merlin nel reparto di cose in saldo
che si riempie di pallini e altra
sporcizia per il quale.

C’ho
un aspirapolvere Mulinex senza filtri ma
con la vaschetta dell’acqua che
puoi comodamente
versare nel water dopo che
l’hai usata.

Poi

c’ho
una collezione di dvd di tutti
i film di azione
e di Totò
inclusi quelli che Carlo Conti
in televisione dice che sono i meno
belli, come “Totò contro Maciste”
o “Totò contro il Pirata Nero”.

C’ho
il nuovo televisore Sony al plasma
da trentadue pollici
che ho comprato da Euronics
a soli 25 euro al mese per 4 anni (ma
la prima rata si paga dopo sessanta
giorni).

E poi

c’ho pure i Picoglass attaccati
alle pareti della cucina
che c’hanno il bordo arancione
che si intona bene con il verde rancido
del controsoffitto,
e dentro la cornice c’ho messo
il mio diploma di scuola
il mio diploma di laurea
il mio diploma del dottorato e
del master universitario.

Però tu mi chiedi:
perché allora continui a contarti
gli spiccioli per l’ascensore
in tasca
e non hai uno straccio
di lavoro?
Io rido ma dentro di me
vorrei morderti sul naso,
perché mi hai distratto
e mi hai fatto prendere due gol
dalla Juventus
a Pro Evolution Soccer 2012.

venerdì 25 gennaio 2013

Paura e delirio a Casoria (1)





Ched è? Nun he maje visto ‘nu sincrotrone?
MAGO MERLINO 


1.

Io a Carmine ‘o pazzo l’ho conosciuto una sera un sacco di anni fa, che stavamo tutti e due sotto al portone di Mago Merlino. Pioveva un sacco ma però Mago Merlino non apriva il portone. Cioè, vi sto parlando degli anni Ottanta, Mago Merlino teneva uno dei primi citofoni colla telecamera che se veniva che ne so un mariuolo o magari la finanza o peggio ancora la moglie – se lui stava con qualche fidanzata – lui li poteva vedere in anticipo e magari c’aveva il tempo di scappare dalla finestra, di chiedere aiuto oppure di chiamare la polizia (nel caso della moglie). E insomma Mago Merlino di lavoro ufficiale faceva quello che legge le carte, però se entravi a casa sua ci trovavi un sacco di scatoloni colle scritte Agfa, Canon o Ibm tutti impilati uno sopra all’altro che quasi cadevano. E appena entravi in casa ci trovavi un sacco di coltelli, armi, pistole, fucili da collezione appesi ai muri, e dentro ai cassetti pure granate, bombe a mano e una volta nel cesso ho visto pure un lanciafiamme appoggiato dentro al bidè. Poi le armi ho scoperto che non erano sue ma della moglie, che è una mezza maniaca, fissata per i film di guerra tipo Rambo eccetera. E comunque io e Carmine ‘o pazzo ci siamo conosciuti là sotto al portone, che lui era venuto prima di me e aspettava che Mago Merlino lo apriva da mezz’ora. Io c’avevo la Coca Cola che era quasi finita e lui stava là girato verso il muro a sputare. Cioè, non è che sputava per terra o robe così, sputava proprio tipo i professionisti, pigliava la mira e cercava di colpire un tubo sul muro al primo piano. Come sputatore Carmine era fortissimo e infatti faceva questi sputi che salivano tipo quando decolla la navetta spaziale e poi facevano la parabola a effetto e si andavano a azzeccare vicino al tubo. Che perciò a Casoria tutto lo chiamano Carmine ‘o pazzo, perché infatti quando ci viene la fissazione di una cosa quello ci può rimanere pure tre anni per perfezionarsi. Che infatti quando c’ho chiesto se mi imparava pure a me a fare gli sputi, che possono sempre servire, per esempio quando ti bisticci colla portiera che ti dice che non devi camminare sul pavimento bagnato oppure quando quello il ragazzo del bar si incazza perché non ci hai lasciato i cinque centesimi di mancia del caffè. E quindi c’ho chiesto se pure a me mi faceva vedere come si fa a sputare ma lui mi ha detto che ci volevano tre anni circa per imparare. Comunque quando Mago Merlino ci ha aperto il citofono, Carmine ‘o pazzo ha sputato l’ultima volta e poi siamo saliti tutti e due di corsa perché la pioggia aveva iniziato a cadere ancora più forte. Appena siamo entrati nel corridoio abbiamo iniziato a sentire una puzza fortissima di peperoni e fumo di sigaretta e poi i gridi della moglie di Mago Merlino che diceva «Ricchione, ricchione! Tu sì ‘nu ricchione ‘e mmerda!». Allora ci eravamo pensati che la moglie diceva a qualche cliente di Mago Merlino che magari non voleva pagare, perché è impossibile che uno (fosse pure il padreterno) si permetteva di alzare la voce con lui. Per farvi capire che tipo era Mago Merlino, una volta stavamo davanti al centro commerciale di Casoria e una persona lo sfottette, tipo disse una battuta di quelle «Mago Merlì, famme ‘sta magìa, accòrceme ‘stu cazzo!» mentre si sbottonava la brachetta e tutta la gente là davanti rideva. Cioè, non tutti, alcuni altri si spaventavano pure, perché sapevano cosa succedeva dopo. E infatti Mago Merlino fece una mezza finta di ridere, poi se ne andò via per strada mentre tutti continuavano a ridere e entravano dentro al centro commerciale. Dopo dieci minuti si sentì prima un rumore strano di vetri spaccati, poi qualcuno che urlava «Chiamate la polizia! Chiamate la polizia!» e poi si vide Mago Merlino che entrava dentro ai corridoi del centro commerciale con la Fiat Tipo e metteva sotto al tizio che lo aveva sfottuto. Allora, uno si poteva pensare che il tizio era morto e era finita là. E invece no, perché Mago Merlino piglia il cadavere del tipo, lo attacca a due corde dietro la macchina e poi lo inizia a strascinare tipo quello là del film Troy che quella scena s’impara pure a scuola. Ovviamente non si seppe più niente di lui, né la polizia è mai stata chiamata né nessuno ci ha chiesto mai niente a Mago Merlino. E invece mo’ stavamo io e Carmine ‘o pazzo che quando entriamo dentro al salone di casa sua, capiamo che la moglie di Mago Merlino urlava proprio contro di lui! Insomma, c’è ‘sta cristiana di centoventi chili che sta a cosce aperte col lanciafiamme in mano – quello che una volta avevo visto dentro al bidè – e continua a urlare «Ricchiò! Mo’ t’appiccio ‘o mazzo. A te e a chill’atu ricchione che ti sei portato appresso!». Praticamente Mago Merlino si era barricato dentro al suo studio privato e si sentivano i lamenti e le implorazioni sue «Mannaggia ‘a morte! Mannaggia ‘a morte!» e di quell’altro povero cristo che stava chiuso là dentro. Era successo che Mago Merlino stava trattando per comprare un diamante che quell’altro tizio si era rubato da una gioielleria. Solo che il tizio teneva nascosto il diamante dentro alla mutanda e, per pigliarlo, si era dovuto abbassare i pantaloni proprio mentre la moglie di Mago Merlino entrava nel salone. E quindi per questo lei si era pensata che il marito era veramente ricchione e le erano venuti i cinque minuti. Capita però che, quando una persona è “sufficientemente innervosita a causa dei gesti di amici o parenti, non potendo scaricare la rabbia sui medesimi, può solo continuare a proferire a vuoto parole d’insulto ovvero rivolgere la rabbia in eccesso contro la prima persona che gli capiti a tiro”. E infatti, manco un secondo dopo che ci eravamo resi conto che la situazione era malacqua e che era meglio se ci facevamo i cazzi nostri dal principio, la moglie di Mago Merlino si girò verso di noi puntando il lanciafiamme e urlando: «‘E vvì ccanno! Altri due ricchioni! Volete favorire? La comitiva dei ricchioni! L’allegra comitiva dei ricchioni!». E insomma io e Carmine ‘o pazzo che manco ci conoscevamo già stavamo scappando insieme per le scale mentre dietro già si sentiva puzza di bruciato.


2.

Quando siamo arrivati al bar di Rosiello ci siamo girati e ci siamo accorti che avevamo corso per almeno venti minuti. E infatti stavamo tutti sudati e io tenevo pure la lattina di Coca Cola mezza scamazzata ancora in mano. Ma però era vuota e allora ci dico a Carmine ‘o pazzo se vuole accompagnarmi dentro al bar che mi compro un’altra Coca Cola e ci offro pure da bere. Lui sputa due volte a terra e per due volte fa centro dentro al tombino e poi vedo che ride. Ride isterico, c’ha la faccia del pazzo, si agita, si dà i pizzichi da solo e gli schiaffi sulle mani come se sta morendo di un attacco di nervi. «‘A gravità quantistica! Pe’ colpa ‘e chella chiattona mo’ me zompa l’esperimento!» urla e continua a darsi schiaffi sulle mani. Io mi penso che quello è pazzo pure se però non lo sapevo ancora che il suo soprannome era Carmine ‘o pazzo. «Chella chiattona ‘e mmerda! ‘A gravità...». Poi Carmine comincia a sputare per aria, senza preoccuparsi delle traiettorie, e a dire cose senza senso, tipo che «’e pparticelle elementare non si meritano il nome ‘e chillu scurnacchiato ‘e Enrico Fermi» oppure che «’e quark e ll’ati pparticelle devono pigliare il nome mio» o ancora che appena faceva la sua scoperta «chilli strunze» ci avrebbero cambiato nome, pure se però non specificava chi erano «chilli strunze». A ‘sto punto io penso che si è fatta ora e è meglio se me ne vado e infatti mi allontano verso il bar pure perché mi è finita la Coca Cola e devo bere ma Carmine invece si gira di scatto e ritorna subito serio e mi piglia per un braccio: «Che pensi tu della gravità quantistica?». Ecco, questa è una domanda che in genere ti deve suonare il campanello d’allarme. Questa è una cosa che mi insegnava sempre mio nonno e che perciò lui è morto a novant’anni con tutti i denti suoi in bocca. E insomma mio nonno diceva che se uno ti chiede «Che pensi tu...» e poi fa seguire tutta la spiegazione su cosa, tu non puoi rispondere né no né sì perché «a stare in mezzo ai pazzi faje ‘a fine d’‘e tracche». Punto primo, se rispondi no è capace che quell’altra persona è pazza e minimo minimo caccia fuori il coltello dalla tasca e ti azzeppa. Punto secondo: se rispondi sì è capace che o quello non ti crede e inizia a pensare che lo stai sfottendo e caccia il coltello, ti azzeppa eccetera (e quindi di nuovo il punto primo), oppure quello inizia a pensare che di te si può fidare e ti racconta tutta la sua vita e poi ti costringe a cose che non pensavi manco che saresti capace di fare (in genere, quest’ultima riflessione ti viene in mente solo dopo la prima notte di carcere). E infatti io provo a starmi zitto, ma Carmine ‘o pazzo è proprio pazzo e infatti comincia daccapo a darsi i pizzichi e gli schiaffi e a dire «L’esperimento ‘e gravità! Chella curnuta...». Poi all’improvviso infila una mano in tasca e io mi penso ecco ci siamo mo’ caccia il coltello e mi azzeppa ma invece lui tira fuori una specie di taccuino di carta tutto scamazzato. «Oj canno, chesta è ‘a formula!», poi gli sputi per aria e la parabola eccetera eccetera. E insomma Carmine agita questo taccuino in aria allora io faccio l’errore che davvero mi incuriosisco e ci chiedo cos’è la formula. Lui si interrompe tutto all’improvviso e si avvicina come se sta per dirmi qualche cosa di terribile, poi si guarda attorno impaurito che qualcheduno lo sente (che, voglio dire, stavamo sì vicino al bar di Rosiello ma però era aperta campagna e la casa più vicina era appunto quella di Mago Merlino a sei chilometri da là), poi sputa per terra giusto un paio di volte in mezzo alle mie scarpe e si avvicina. Sto per ripetere di nuovo la domanda quando vedo che Carmine ‘o pazzo sbianca in faccia e si mette a scappare, così, senza motivo. Allora dico ma che cazzo stai facendo e penso questo veramente è pazzo ma subito sento una puzza di peperoni e poi una botta fortissima sulla testa e cado per terra. Ci sta una voce di donna che urla bestemmie bruttissime e continua a ripetere «Ricchione! L’allegra comitiva dei ricchioni!» e allora mi giro e vedo la moglie di Mago Merlino che chissà come è arrivata fino a là e di nascosto mi ha tirato una mazzata in testa. Che infatti in mano c’ha la parte di dietro, cioè il manico del lanciafiamme. E io manco mi alzo che quella lo punta di nuovo addosso e urla le sue cose e poi mi ricordo solo che ho iniziato a correre e ho sentito il calore della terra e dei rami secchi che bruciavano dappertutto. Carmine ‘o pazzo era già sparito chissà dove.

mercoledì 16 gennaio 2013

Poesia dei calzini musicali




Stamattina ho indossato dei calzini musicali
perché avevo voglia di camminare
leggero, tre metri sopra il cielo,
ma poi mi sono accorto che c’era già
un sacco di folla lassù.

Allora ho pensato che
era meglio se compravo dei
calzini autochiavanti,
così mi bastava passeggiare sul
lungotevere per diventare un playboy.

Solo che costano un
fracco di moneta
e i risparmi di questo mese
ho deciso di investirli per
comprare una rosa per te, amore mio,

o anche un perizoma brasiliano
triangolare di fibra con
risvolti plissettati e decorazioni
a uncino in tinta
rosso-pompeiana

che così richiamano il colore
della rosa e quando elemosinerò
la prossima trombata
sembrerà un miracolo veder spuntare
un fiore,

nel deserto del nostro amore.

martedì 15 gennaio 2013

Metà morfosi



Quando ero piccolo mio cugino più grande mi disse che se infilavo il pisello in un imbuto per travasare il vino diventavo grande e potevo pure guidare subito la macchina. Io lo feci, ma il pisello si indurì e non riuscii più a staccarlo da là dentro. Così tornai a casa col cazzo che usciva mezzo fuori dalla parte conica dell’imbuto, mia madre morta di vergogna, e quando pisciavo si spargeva tutto attorno tipo innaffiatore del giardino.
Oggi c’ho trentacinque anni e non infilo più il pisello negli imbuti.
Preferisco le damigiane, che c’hanno il collo più grande.
La macchina, però, non la guido ancora.